|

MATRIMONIO
TRADITO a
cura di
Vassilia
Casselli
Vi segnalo
una recente
pronuncia
della
Cassazione
con la quale
è stabilito
il diritto
del coniuge
tradito di
ottenere un
risarcimento
danni. La
Suprema
Corte di
Cassazione
precisa il
principio
della
risarcibilita'
dei danni
derivanti
dall'infedelta'
coniugale,
che
rappresenta
una delle
ragioni piu'
frequenti
delle crisi
coniugali''.
Nella causa
di
separazione
giudiziale
il
magistrato
indaga se l'infedelta'
coniugale
sia la causa
o solo la
conseguenza
di una crisi
gia' in
atto". La
sentenza
stabilisce
che l'infedelta'
che abbia
leso la
dignita' e
l'onore del
coniuge
tradito
rappresenta
un illecito
civile
suscettibile
di
risarcimento
danni. In
forza di
tale
orientamento
vengono
condannate
le
infedelta'
coniugali
consumate in
modo
plateale e
che hanno
leso la
dignita' e
l'onore di
chi le
subisce.
Spetta al
coniuge
tradito
provare l'entita'
dei danni
subiti, sia
morali che
economici".
Si può
essere
risarciti
anche se la
separazione
è avvenuta
in modo
consensuale
ossia senza
l'addebito
di colpa
all'altro
coniuge.
Naturalmente,
avverte la
Corte,
occorre
distinguere
perché c'è
tradimento
tradimento.
Il
risarcimento
dei danni si
può chiedere
solo se il
coniuge che
ne fa
domanda
dimostra di
aver subito
una "lesione
di un
diritto
costituzionalmente
garantito".
È il caso in
cui ad
esempio si
dimostri che
il
tradimento
"per le sue
modalita' e
in relazione
alla
specificita'
della
fattispecie,
abbia dato
luogo a
lesione
della salute
del
coniuge". In
altri
termini, i
danni si
possono
chiedere,
spiega la
Corte
(sentenza
18853
/2011), se
il
tradimento
"abbia
trasmodato
in
comportamenti
che,
oltrepassando
i limiti
dell'offesa
di per se'
insita nella
violazione
dell'obbligo
in
questione" e
"si siano
concretizzati
in atti
specificamente
lesivi della
dignita'
della
persona,
costituente
bene
costituzionalmente
protetto".
Tratto da:
Cassazione:
via libera
al
risarcimento
danni per il
coniuge
tradito
Tratto da:
Matrimonialisti:
bene
sentenza
Cassazione
su
risarcimento
danni a
coniuge
tradito
(Fonte:
StudioCataldi.it)
|