L'alcoolismo è l'insieme di disturbi causato dall'abuso di bevande alcoliche. Si distingue in due forme:*alcoolismo acuto o ubriachezza* alcoolismo cronico, il complesso delle manifestazioni cliniche e anatomiche dipendenti dall'uso abituale e smodato di bevande alcoliche.
L'Alcoldipendenza o Alcolismo è un fenomeno che si verifica in una percentuale di consumatori di alcolici ed è caratterizzata dall'impossibilità di smettere l'uso di alcol, nonostante la persona si renda conto che quella sostanza (alcol etilico) le fa male e che quindi voglia smettere di assumerla. In altre parole, quella persona si trova ad essere schiava dell'alcol e a non poterlo più controllare.
Possiamo fare
diagnosi di
dipendenza alcolica
se ci troviamo in
presenza di almeno
tre o più delle
seguenti
caratteristiche:
1. Bisogno di dosi sempre più elevate di alcol per raggiungere l'effetto desiderato (aumento della tolleranza o assuefazione).
2. Comparsa di malessere (fisico e/o psichico) se la persona non beve (sindrome di astinenza).
3. Impossibilità di controllarsi nel bere.
4. Desiderio persistente della sostanza e impossibilità di ridurne l'uso.
5. Continua ricerca della sostanza fino ad arrivare al punto che gran parte del suo tempo viene speso in questa ricerca o per riprendersi dagli effetti dell'intossicazione.
6. Interruzione di attività lavorative, ricreative, contatti sociali, a causa dell'uso della sostanza.
7. Persistere nell'uso della sostanza nonostante la consapevolezza delle conseguenze negative (fisiche, psichiche, sociali).
Quali possono essere le conseguenze dell'alcolismo?
L'alcolismo si sviluppa progressivamente in un periodo di tempo più o meno lungo (di solito anni) e comporta una serie di conseguenze a livello fisico, psichico e sociale. I danni possono colpire qualunque persona, di ogni età sesso e ceto sociale e possono colpire vari settori della vita di una persona. Possiamo parlare infatti di:
| Danni fisici | steatosi epatica, cirrosi, demenza, epatocarcinoma, varici esofagee, gastroduodeniti, pancreatiti, carcinoma bocca, laringe, esofago, fegato, colon seno. Danni al sistema nervoso, neuropatie, deficienze nutrizionali, disfunzioni sessuali, impotenza, alterazioni mestruali, alterazioni del sistema immunitario, patologie oculari, patologie dermatologiche, danni ai reni, ipertensione arteriosa |
| Danni psichici | insonnia, amnesie, tentati sucidi, ansia, depressione, psicosi, disturbi di personalità ecc. |
| Danni sociali | problematiche lavorative (assenteismo, infortuni, licenziamenti); familiari (violenza domestica, separazioni,); relazionali (perdita delle relazioni, isolamento); giudiziari (sospensione della patente per guida in stato di ebbrezza, aggressioni e resistenza a pubblico ufficiale, piccoli furti, perdita parziale della potestà genitoriale); finanziari (debiti); incidenti (domestici, lavorativi, stradali) |
L'alcolismo è un vizio o una malattia?
In base alle nuove conoscenze, sappiamo che il soggetto dipendente da alcol non ha più il controllo volontario sulla sostanza. I suoi comportamenti sono dettati da meccanismi che scattano automaticamente e lo rendono schiavo impedendogli di staccarsi dalla sostanza, anche quando lui stesso si rende conto che è indispensabile farlo. E' per questo motivo che attualmente gli studiosi considerano l'alcolismo una malattia e non più un vizio.
Nel vizio è il soggetto che controlla l'alcol, nella malattia è l'alcol che controlla il soggetto.
Cos è l'alcol?
L'alcol è una sostanza tossica, potenzialmente cancerogena e con una capacità di indurre dipendenza, superiore alle sostanze o droghe illegali più conosciute.
I giovani al di sotto dei 16 anni, le donne e gli anziani sono in genere più vulnerabili agli effetti delle bevande alcoliche a causa di una ridotta capacità del loro organismo a metabolizzare l'alcol.
Al contrario di quanto si ritiene comunemente, l'alcol, pur apportando circa 7 Kcalorie per grammo, non è un nutriente (come ad esempio lo sono le proteine, i carboidrati o i grassi alimentari) e il suo consumo non è utile all'organismo o alle sue funzioni; risulta invece fonte di danno diretto alle cellule di molti organi tra cui i più vulnerabili sono il fegato e il sistema nervoso centrale.
Come agisce l'alcol sull'organismo?
L'alcol viene assorbito per il 20% dallo stomaco e per il restante 80% dalla prima parte dell'intestino. Se lo stomaco è vuoto, l'assorbimento è più rapido. L'alcol assorbito passa nel sangue e dal sangue al fegato, che ha il compito di metabolizzarlo. Finchè il fegato non ne ha completato la digestione, l'alcol continua a circolare diffondendosi nei vari organi. La velocità con cui il fegato rimuove l'alcol dal sangue varia da individuo a individuo, è circa 1/2 bicchiere tipo di bevanda alcolica all'ora, quindi 1 bicchiere richiede due ore per essere smaltito.
Esistono quantità "sicure" di alcol?
In base alle conoscenze attuali non è possibile identificare delle quantità di consumo alcolico raccomandabili o "sicure" per la salute. Ai fini della tutela della salute è più adeguato parlare di quantità "a basso rischio", evidenziando che il rischio esiste a qualunque livello di consumo ed aumenta progressivamente con l'incremento delle quantità di bevande alcoliche consumate.
In quali condizioni è raccomandabile non bere?
Ci sono situazioni in cui è raccomandata l'astensione completa dal consumo di bevande alcoliche...se si ha meno di 16 anni di età, se è stata programmata una gravidanza, se si è in gravidanza o si sta allattando, se si assumono farmaci, se si soffre di una patologia acuta o cronica, se si è alcolisti, se si hanno o si sono avuti altri tipi di dipendenza, se si è a digiuno o lontano dai pasti, se ci si deve recare al lavoro o durante l'attività lavorativa o durante la pausa pranzo lavoro, se si deve guidare un veicolo o usare un macchinario.
Alcol e farmaci
Estrema attenzione deve essere posta al problema delle interazioni tra alcol e farmaci. Chi segue una qualsiasi terapia farmacologica deve consigliarsi con il proprio medico curante sulla opportunità di bere alcolici. Identica attenzione deve esere rivolta anche ai comuni farmaci da banco, per molti dei quali è da suggerire l'astensione dal consumo concomitante di alcolici. In ogni caso è sconsigliata l'assunzione di alcol con qualsiasi farmaco.
Alcol e feto
Gli studi hanno confermato che dopo 40-60 minuti di assunzione di una bevanda alcolica da parte della madre, il feto raggiunge la stessa concentrazione di alcol nel sangue. L'incidenza di sindrome feto alcolica varia nella popolazione occidentale da 1 a 3 casi per 1000 nati vivi, mentre l'incidenza di FAE (effetti singoli dell'alcol sul feto) sale ad almeno 10 casi per 1000 nati vivi.
Alcol e disagio psichico
Tra i soggetti con problemi di abuso o dipendenza alcolica si possono manifestare sintomi di tipo psicopatologico (stati d’ansia/angoscia, stati depressivi, idee deliranti, acting-out,ecc) al punto che, in molti casi, è possibile formulare una diagnosi di comorbilità psichiatrica o doppia diagnosi.
I sintomi psicopatologici possono essere preesistenti o conseguenti alla condotta di abuso o dipendenza alcolica e per questo motivo è possibile (e utile) differenziare le forme primarie da quelle secondarie. Nelle forme primarie l’alcoldipendenza non è conseguente ad un disturbo psichiatrico.
Nelle forme secondarie invece consegue ai sintomi di tipo psicopatologico.E’ vero infatti che i disturbi psichici possono essere determinati proprio “dal processo di alcolizzazione” e possono quindi rappresentare una conseguenza dell’azione tossica dell’alcol sul cervello e sulla personalità. In effetti l’alcol è una sostanza psicoattiva che produce effetti neurobiologici che modificano il funzionamento del Sistema Nervoso Centrale e che si esprimono sia acutamente, in modo transitorio (conseguenze psichiatriche dell’intossicazione e dell’astinenza quali agitazione psicomotoria, allucinazione alcolica, delirium tremens), sia cronicamente (es. demenza alcolica e patogenicità dell’alcol).
Non è pertanto sempre facile distinguere le forme di alcolismo secondario dalle complicanze neurobiologiche dell’alcoldipendenza. Queste distinzioni inoltre non hanno validità assoluta in quanto nella realtà si possono incontrare persone con situazioni complesse che non corrispondono alle classificazioni proposte. In sintesi si possono però distinguere le seguenti condizioni:1. l’abuso o la dipendenza da alcol possono facilitare l’insorgenza di un disturbo psichiatrico 2. un disturbo psichiatrico preesistente può comportare un abuso alcolico come forma di autoterapia 3. parallelismo tra disturbo psichiatrico e alcoldipendenza che si manifestano indipendentemente l’uno dall’altra, ma che tuttavia possono interagire alleviandosi o esacerbandosi a vicenda.
Al di là della complessa panoramica eziopatogenetica tra abuso/dipendenza alcolica e problematiche psicopatologiche è ormai opinione unanimemente condivisa quella per cui si debba dare rilievo, sul piano terapeutico, alla concomitante psicopatologia.Questa infatti si configura spesso come fattore prognosticamente negativo, soprattutto se non adeguatamente trattato (in modo particolare nelle forme di alcoldipendenza secondaria).Inoltre, nei casi in cui la psicopatologia psichica sia secondaria all’abuso o alla dipendenza alcolica, non sempre si verifica una spontanea remissione della stessa con il raggiungimento della condizione di sobrietà (in letteratura sono stati riportati casi di aggravamento o di comparsa di un grave quadro depressivo, successivamente alla sospensione del potus).
In questi casi è importante impostare un’adeguata terapia farmacologica oltre che un parallelo intervento psicologico.Infine si segnala che la letteratura riporta che il fenomeno della comorbilità psichiatrica interessa oltre la metà dei pazienti alcolisti.
Vogliamo sfatare alcuni luoghi comuni sull'alcol?
L'ALCOL AIUTA LA DIGESTIONE
Non è vero! La rallenta e determina un alterato svuotamento dello stomaco
L'ALCOL DA' CALORE
Non è vero! In realtà la dilatazione dei vasi sanguigni di cui è responsabile produce soltanto una momentanea e ingannevole sensazione di calore in superficie che, in breve, comporta un ulteriore raffreddamento del corpo e aumenta il rischio di assideramento, se fa freddo e si è in un ambiente non riscaldato o all'aperto
LA BIRRA FA LATTE
Non è vero! In realtà la donna non ha bisogno di birra per produrre latte, ma soltanto di liquidi: acqua, succhi di frutta e cibi nutrienti. L'alcol che la donna beve passa nel latte materno e viene assunto dal bambino. E' bene ricordare inoltre che durante la gravidanza l'alcol assunto passa nel liquido amniotico con possibili conseguenze nella normale crescita del feto che alla nascita può risultare affetto da una grave malattia nota come sindrome feto-alcolica
Perchè si beve?
Si beve per mettere una maschera sul proprio viso, per scappare dai problemi, per superare la timidezza, per "inserirsi", per sentirsi grandi, perchè bevono gli altri...per qualsiasi di uno questi motivi, i problemi non se ne vanno! Quando una persona beve per i motivi suddetti dopo che finisce l'effetto dell'alcol, la persona si accorgerà che i problemi sono tutti lì pronti ad aspettarla, e che anzi, forse, nel frattempo, sono diventati anche più gravi.
Il questionario "CAGE"
Esistono dei questionari utili per l'individuazione di pazienti alcoldipendenti e di bevitori a rischio. La letteratura li definisce "test carta e matita", proprio perchè questo è tutto ciò che serve per la loro esecuzione.
Il questionario "CAGE" è risultato il più idoneo per l'identificazione di alcoldipendenza e abuso di alcol.
Il questionario "CAGE" è costituito dalle seguenti quattro domande:
1) Ha mai sentito la necessità di ridurre il bere?
2) E' mai stato infastidito da critiche sul suo modo di bere?
3) Ha mai provato disagio o senso di colpa per il suo modo di bere?
4) Ha mai bevuto alcolici appena alzato?
L'interpretazione delle risposte a questo questionario è la seguente:
una risposta positiva equivale a un sospetto
due risposte positive equivalgono a una alta probabilità
tre risposte positive equivalgono a una certezza
Gli effetti dell'alcol al lavoro
Chi usa in modo smodato la sostanza alcolica prima di recarsi al lavoro o durante la pausa lavoro o durante l'attività lavorativa rischia di ammalarsi più spesso, di rimanere assente più sovente e più a lungo, di cagionare infortuni sul lavoro più frequenti e particolarmente gravi, di fornire al massimo il 75% del rendimento potenziale, di produrre un'insufficiente qualità del lavoro, di prendere decisioni errate, di mettere in pericolo la sicurezza dell'azienda, di accrescere il carico di lavoro per colleghi e superiori, di generare influsso negativo sul clima nell'azienda, di produrre un'immagine negativa dell'azienda nell'opinione pubblica, di ridurre le proprie capacità di prestazione, di presentare una resistenza irregolare, di far registrare fasi attive seguite da cadute di rendimento, di andare incontro a mancanza di concentrazione e vuoti di memoria, di registrare un peggioramento dell'abilità manuale.
Per quanto concerne l'argomento alcol e lavoro, si ricorda che:
- Nelle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l'incolumità o la salute dei terzi, individuate con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è fatto divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche.
- Per le finalità previste dal presente articolo i controlli alcolimetrici nei luoghi di lavoro possono essere effettuati esclusivamente dal medico competente ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera d), dei decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, ovvero dai medici del lavoro dei servizi per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro con funzioni di vigilanza competenti per territorio delle aziende unità sanitarie locali.
La conferenza Stato Regioni, con il provvedimento del 16 marzo 2006 recepisce quanto dettato dalla Legge Quadro sull'alcol n. 125/2001 e decreta il divieto di somministrazione e assunzione di bevande alcoliche per le attività lavorative a rischio, attività che individua e declina.
Per approfondire ulteriormente questo argomento si clicchi qui di seguito ---> ALCOL E LAVORO
Gli effetti dell'alcol al volante
L'alcol viene metabolizzato per il 90% ca. dal fegato e per il restante 10% dall'alito, dal sudore e dall'urina.
Quando si viene fermati dalle autorità preposte e ci si sottopone, su invito, al "palloncino" l'aria che si espira contiene dunque una percentuale di alcol etilico. La quantità di alcol contenuta nel sangue è il tasso alcolemico (grammi di alcol per litro di sangue).
Con un tasso alcolemico di 0,2 gr/l si registra una iniziale tendenza a guidare in modo più rischioso, i riflessi sono disturbati leggermente ma aumenta la tendenza ad agire in modo imprudente in virtù di una riduzione della percezione del rischio
Con un tasso alcolemico di 0,4 gr/l rallentano le capacità di vigilanza ed elaborazione mentale; le percezioni ed i movimenti o le manovre vengono eseguiti bruscamente con difficoltà di coordinazione
Con un tasso alcolemico di 0,5 gr/l il campo visivo si riduce prevalentemente a causa della riduzione della visione laterale (più difficile perciò controllare lo specchietto retrovisore o controllare le manovre di sorpasso); contemporaneamente si vierifica la riduzione del 30-40% della capacità di percezione degli stimoli sonori, luminosi e uditivi e della conseguente capacità di reazione
Con un tasso alcolemico di 0,6 gr/l i movimenti e gli ostacoli vengono percepiti con notevole ritardo e la facoltà visiva laterale è fortemente compromessa
Con un tasso alcolemico di 0,7 gr/l i tempi di reazione sono fortemente compromessi; l'esecuzione dei normali movimenti attuati alla guida è priva di coordinamento, confusa e conduce sempre a gravi conseguenze
Con un tasso alcolemico superiore a 1 gr/l lo stato di euforia viene sostituito da uno stato di confusione mentale e di totale perdita della lucidità con conseguente sopore e sonnolenza molto intensa
Codice della Strada: ammende, pene, sanzioni accessorie
Il nuovo Codice della Strada, così come modificato dalla legge n. 94/2009 (cosiddetto "pacchetto sicurezza") pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 170 del 24 luglio e in vigore dall' 8 agosto 2009 prevede ulteriori inasprimenti sanzionatori per chi guida sotto l'effetto di alcol.
Due le novità fondamentali:
- aumento da un terzo alla metà dell'ammenda prevista per chi guida con un tasso alcolico superiore a 0,50 gr/l quando il reato è commesso dopo le ore 22 e prima delle ore 7
- raddoppio della durata della sospensione della patente (da 2 fino a 4 anni) con tasso alcolico superiore a 1,50 gr/l nel caso il veicolo appartenga a persona estranea al reato
Si ricorda che l'articolo 186 del Codice della Strada "Guida sotto l'influenza di alcol", al primo comma, recita così: " E' vietato guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell'uso di bevande alcoliche". Al comma 2, recita così: "Chiunque guida in stato di ebbrezza è punito..."
Con tasso alcolemico superiore a 0,50 e non superiore a 0,80 grammi per litro
- ammenda da 500 a 2000 euro
- sospensione della patente da 3 a 6 mesi
- decurtazione di 10 punti
Con tasso alcolemico superiore a 0,80 e non superiore a 1,50 grammi per litro
- ammenda da 800 a 3200 euro
- arresto fino a 6 mesi
- sospensione della patente da 6 a 12 mesi
- decurtazione di 10 punti
Con tasso alcolemico superiore a 1,50 grammi per litro
- ammenda da 1500 a 6000 euro
- arresto da 3 a 12 mesi
- sospensione della patente da 12 a 24 mesi
- decurtazione di 10 punti
- confisca del veicolo
Gli organi di Polizia stradale possono sottoporre i conducenti ad accertamenti qualitativi non invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili (etilometro). L'accertamento si effettua mediante l'analisi dell'aria alveolare espirata. La concentrazione dovrà risultare da almeno due determinazioni concordanti, che vengono effettuate ad un intervallo di tempo di 5 minuti.
Quando le prove qualitative hanno dato esito positivo, gli organi di Polizia stradale hanno la facoltà di effettuare ulteriori accertamenti con strumenti e procedure determinati dal regolamento, presso il più vicino ufficio o comando. Per i conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti a cure mediche, l'accertamento viene effettuato da parte di strutture sanitarie adeguate, le quali, rilasciano agli organi di Polizia stradale la relativa certificazione, assicurando il rispetto della riservatezza dei dati in base alle vigenti disposizioni di legge.
Qualora dall'accertamento risulti un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 grammi per litro, l'interessato è considerato in stato di ebbrezza ai fini dell'applicazione delle sanzioni sopra citate.
Nei confronti di chi si rifiuta di sottoporsi agli accertamenti per la verifica del tasso alcolemico, vengono applicate le stesse sanzioni previste per chi viene trovato alla guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico nel sangue superiore a 1,5 grammi per litro. Il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti comporta inoltre il sequestro preventivo del veicolo.
Se il conducente ha commesso nei due anni precedenti le medesime violazioni di cui al comma 2, lettera c art. 186 rischia la revoca della patente.
Se la guida in stato di ebbrezza è commessa alla guida di motoveicolo o ciclomotori, con un tasso alcolemico non superiore a 1,5 grammi per litro, si procede al loro sequestro ai fini della successiva confisca.
Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, le pene sono raddoppiate ed è disposto il fermo amministrativo del veicolo per novanta giorni, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea al reato.
Raccolta legislativa sull'alcolismo
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Legge 125/2001 "Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcolcorrelati"
-
Decreto 30 luglio 2008 "Disposizioni urgenti modificative del codice della strada"
La rete dei Servizi di Alcologia
In tutte le A.S.L. d'Italia ci sono i Servizi pubblici che si occupano di prendersi cura delle persone con problemi di alcol. Questi Servizi di Alcologia Territoriale, in alcune Regioni si chiamano "Nuclei Operativi Alcologia (N.O.A.)", in altre possono assumere diverse denominazioni, come per esempio Servizio di Alcologia. In alcune Regioni, questi Servizi sono specifici per l'alcologia, in altre sono i Servizi per le tossicodipendenze (SER.T) a farsi carico delle persone con problemi di alcol.
Oltre ai Servizi Territoriali di cui sopra, presso le Aziende Ospedaliere, in Italia, vi sono centri, denominati "Lungodegenze Riabilitative" che offrono trattamenti residenziali di lungodegenza della durata di 3 o 4 settimane ad alcolisti per riabilitazione alcologica, in genere sono i Servizi di Alcologia Territoriale ad inviare i pazienti alcolisti presso i centri di lungodegenza riabilitativa.
Nell'ambito dell'offerta di interventi e servizi per gli alcolisti vi sono poi gli Alcolisti Anonimi (A.A.) e i Club Alcolisti in Trattamento (i cosiddetti C.A.T.).
Vi sono poi le Comunità Terapeutiche residenziali e semiresidenziali che offrono trattamenti di cura e riabilitazione per gli alcolisti, in genere inviati dai Servizi di Alcologia Territoriale.
I Servizi di Alcologia Territoriale
I Servizi di Alcologia Territoriale si occupano di prevenzione, trattamento e riabilitazione di persone con uso problematico, abuso o dipendenza da alcol. Obiettivi fondamentali della loro azione sono prevenire la diffusione dell'abuso di alcol e intervenire a favore della salute psico-fisica delle persone che ne abusano o ne sono dipendenti.
Le attività del Servizio di alcologia territoriale sono le seguenti:
- accoglienza ed orientamento: il Servizio provvede a colloqui di accoglienza, di orientamento, di consultazione psicologica e sociale per soggetti dipendenti
- invio in strutture dedicate: il Servizio provvede all'inserimento di alcoldipendenti in comunità terapeutiche, Servizi di Lungodegenza Riabilitativa, ecc.
- trattamento farmacologico, dissuefazione, definizione di programmi terapeutici anche in collaborazione con il medico curante
- assistenza per il trattamento delle patologie correlate alla dipendenza o all'abuso di sostanze alcoliche
- attività di prevenzione sul territorio anche in collaborazione con i Comuni e i Servizi e le Agenzie territoriali
Il cittadino può accedere al Servizio in modo spontaneo, non è necessaria la richiesta del medico curante e non ci sono vincoli territoriali per l'accesso alle strutture. Per gli appuntamenti è sufficiente recarsi o telefonare presso la sede del Servizio di Alcologia Territoriale, durante gli orari di segreteria a disposizione del pubblico. L'attività del Servizio di Alcologia Territoriale è gratuita per l'utente,
Per conoscere l'indirizzo del Servizio di Alcologia più vicino si contatti l'Azienda Sanitaria Locale o il Comune di Residenza o il proprio Medico Curante.
Qui di seguito i siti web di alcuni Servizi di Alcologia Territoriale:
Nuclei Operativi Alcologia dell' A.S.L.Milano
Servizi di Alcologia Territoriali dell' A.S.L. AL -Casale Monferrato (AL)
I Centri e i Servizi Alcologici in Emilia Romagna
Le Lungodegenze Riabilitative
Sono strutture convenzionate in ambito ospedaliero che si rivolgono a persone con problemi alcolcorrelati a favore delle quali i Servizi di Alcologia Territoriali (e non solo questi) chiedono il ricovero inviando contestualmente una relazione. I programmi riabilitativi hanno una durata media di 3 o 4 settimane.
Per maggiori dettagli si visiti il sito web di uno dei centri di Alcologia Territoriale più noti in Italia, il Centro di Lungodegenza Riabilitativa dell'Ospedale San Pancrazio di Arco di Trento. Il link conduce alla sezione "Come riabilitiamo", visitando le pagine del sito si possono acquisire tutte le informazioni necessarie sulla riabilitazione alcologica che l'Ospedale San Pancrazio, offre.
Visita il sito della Lungodegenza Riabilitativa dell'Ospedale San Pancrazio di Arco di Trento
Gli A.A.
I C.A.T.
Le Comunità Terapeutiche
Le comunità terapeutiche residenziali rappresentano per la persona un ambito di cambiamento, di contenimento e di possibile allontanamento dal territorio di appartenenza e dalla famiglia, finalizzati ad un maggior benessere psicologico, all'aumento delle sue capacità relazionali, ad un miglioramento dello stile di vita e ad una maggiore autonomia, sia psicologica che socioambientale. Queste strutture costituiscono una risorsa per quelle persone disponibili al percorso comunitario e con difficoltà ad utilizzare le proprie competenze relazionali e sociali e/o privi di risorse familiari utilizzabili o con situazioni familiari disturbanti e/o ripetuti fallimenti in trattamenti ambulatoriali. Si rivolgono, inoltre, a quelle situazioni che per motivi giudiziari non consentono alternative trattamentali.
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Libri utili
Documenti utili
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